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Il mestiere del sarto

È maggio del 1746.

Come risulta dal registro del catasto, all'età di 20 anni, Gerardo apre, sempre a Muro Lucano, una sartoria in proprio.

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Presto si vedono molti clienti accorrere a lui, sia allettati dalla sua onestà e bontà, sia dal modico prezzo che chiede. Per i poveri Gerardo lavora addirittura gratis. Un giorno, un povero uomo si presenta a lui con un taglio di stoffa per farsi cucire un vestito, ma Gerardo si accorge che questa non è sufficiente, manca qualche metro per servire allo scopo. Il povero uomo si addolora e piange dicendo di non avere più denaro per comprarne altra. "Non è niente" risponde Gerardo e comincia a stilare il panno. Poi dice al cliente di tornare a prendere il vestito dopo qualche giorno. Quando il cliente torna, trova l'abito fatto a misura e il sopravanzo della stoffa.

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Il denaro è distribuito secondo i suoi dettami religiosi: alla famiglia, ma anche ai più bisognosi. Gerardo è apprezzato da molti, ma è anche oggetto di dileggio da parte di altri che lo considerano pazzo. Quando rientra a casa al tramonto, dopo una dura giornata di lavoro, viene spesso affrontato da ragazzacci che gli tirano addosso pietre e ortaggi marci e gli urlano: "Eccolo, eccolo ora rientra il pazzo!". Gerardo subisce in silenzio senza reagire.

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